lunedì 6 luglio 2009
27
I miei pensieri scomparvero, e così iniziai ad ascoltare frasi e pensieri da chi incrociavo sul mio cammino. «Ora telefono a Leo e gli dico come stanno le cose!». «Ehi, ma chi ha parlato... anzi, chi ha pensato? », mi chiesi. Subito dopo una donna. «Devo aver lasciato le chiavi sul comodino». Poi un ragazzino. «Mica tanto forte il Giangi, l’ho battuto alla prima partita!». «Ehi, basta!», urlai. Ascoltare i pensieri degli altri era una cosa terribile. Tornai a casa di corsa, attraversando un fiume di persone, parole e pensieri. Appena arrivai, ebbi una sensazione di sollievo; distendendomi a letto mi addormentai. Le quattro del mattino; sveglia improvvisa.
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