martedì 1 dicembre 2009
4
Arrivato a casa tenne “Sharon” con sé ma, quando s’accorse che l’animale aveva in grembo dei cuccioli, decise di portarla nel bosco di “Sha”. «Li starai a tuo agio, ed io non mancherò di farti visita ogni giorno», disse soddisfatto. Mise in pratica il suo progetto ma, dopo una settimana, s’ammalò di un male oscuro che lo portò alla morte nel giro di due mesi. Fu così che tutto ebbe inizio e fu per la mancanza di Randy, o per un oscuro disegno del fato, che “Sharon” adottò Daniel. Nei primi anni di vita, Daniel era tutt’uno con la natura. Un giorno però, un gruppo di cacciatori entrò nel bosco per porre fine a quella che percepivano come una minaccia per la comunità. Lasciarono in vita solo Daniel che fu considerato, dato i suoi modi “selvaggi”, un caso da studiare. Ingabbiato, fu trasferito in un centro di ricerca londinese e trattato come una cavia da laboratorio. I più grandi scienziati lo visitarono, i più quotati insegnanti lo istruirono. Daniel piangeva spesso. Aveva di fronte, costantemente, l’immagine dell’assurda carneficina compiuta nel giorno in cui finì la sua libertà. Crescendo si piegò al volere degli uomini, e quando fu padrone del linguaggio, cercò di raccontare la sua storia.
meteo Città di Fermo
YoWindow.com
Forecast by yr.no
