giovedì 12 aprile 2012
19 L'onda
Ripensando al medaglione, volli sperimentarlo nuovamente.
Questo fu il suo ultimo messaggio:
“Scegli l’onda spumeggiante,
coprendola con parole innocenti.
Non eccedere, anima mia,
non lasciare la scia.
Non cercare di capire,
non cercare di cambiare.
Lo sguardo attento dell’immenso Principio,
scruta l’abisso e rovescia certezze.
Sedotti, osserviamo dall’alto
il mosaico in cui tutto ha valore
e…assente è il giudizio.
Giudizio…condanna…si allontanano
per sempre.
Qualcosa preme per riaverli intorno,
tutto somiglia ad un ballo infinito.
Vedo la danza fermarsi…ora!!!”.
Ebbi la certezza che tutto fosse stato detto e
mi strappai il medaglione dal collo. Lo guardai per
l’ultima volta, e lo gettai nel fiume.
Vedendolo sparire pensai:
«Ora so che è giunta l’ora di partire».
Mi diressi alla stazione dopo aver saldato il conto
in sospeso con Edna, che si stupì non poco della mia
decisione improvvisa.
A metà pomeriggio giunsi a Vienna, dove attesi,
per ore, la comunicazione del treno di collegamento
per l’Italia. Alle diciannove, decisi di chiedere informazioni
al personale incaricato.
Fino all’alba del giorno dopo, era prevista una sola
partenza da una stazione periferica, mezz’ora più
tardi. In un primo tempo, pensai di approfittare dell’inconveniente
prolungando la mia vacanza, ma il
desiderio di tornare a casa mi fece cambiare idea.
Invocando fortemente una soluzione, sentii emergere
una chiarezza estrema.
«Tocca la corda giusta e l’armonia vibrerà in te», mi
dissi.
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