C'è riluttanza,nell'uomo comune, a proporre sé stesso;
preferisce accettare un modello preconfezionato ed anonimo.
Nella moltitudine si sente al sicuro ma, in fondo,vorrebbe
creare qualcosa di cui sentirsi fiero.
Ripetere quotidianamente le stesse azioni, diviene per tutti
un vero e proprio rito con cui scacciare la paura di perdersi.
Osservando, però, le piccole azioni che si intraprendono
controcorrente, si nota che contengono un moto di
irriverenza per le convenzioni in atto.
Varcando la porta dell'ignoto, potremo incontrare ciò
che abbiamo da sempre cercato: la più bella immagine
di noi stessi.
Liberi dalla folla dei nostri pensieri, riusciremo a
riallacciare più agevolmente il contatto prezioso con
il grande sé.
Ciò che credevamo possibile.... è già nostro.
Si scopre, poi, di trovarsi nella grande gabbia di cristallo;
le vie d'uscita si apriranno solo risolvendo alcuni enigmi.
Riconoscere che ogni cosa ne contiene un'altra è il
primo passo.
Questa consapevolezza, porta alcuni verso la rassegnazione,
altri verso l'umiltà.
