Il Riflesso Della Luna

domenica 20 maggio 2012

29 Livia


«Già. Lei ti ha regalato quel medaglione non credendolo
importante; ora dovremo porre rimedio alla
sua leggerezza».
Continuò sostenendo che annullare il patto fosse la
nostra unica possibilità.
«Prima, però, devi raccontarmi come hai conosciuto
Livia».
Avevo fatto la sua conoscenza a Londra.
In quel periodo, amavo tuffarmi nel caos cittadino,
alternandolo a periodi di tranquillità. Riuscivo, così,
ad apprezzare entrambi.
Livia era una ragazza minuta, davvero esuberante;
i suoi rapporti di lavoro, non duravano più di una
settimana. Nonostante ciò, la sua caparbietà le
permetteva di ottenere sempre ciò che si era prefissa.
Era solita dirmi: «Cambierò il mio destino!».
Il suo anticonformismo era affiancato dalla passione
per “Mozart”. La sentivo spesso fischiettare alcune
frasi musicali della “Serenata notturna in re
maggiore K239.
La incontrai, la prima volta, in uno dei numerosi
negozi della centralissima Oxford street.

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