domenica 3 giugno 2012
32 Il bianco fiore
Entrai in un’atmosfera nuova.
Il bianco fiore
La luce era di un colore che acquietava.
Una montagna diamantina si ergeva dinanzi a me.
Lontane melodie crearono pensieri fuori da ogni
possibile controllo.
«Troverò il bianco fiore che conduce alla purezza
tranquilla!», mi sorpresi a pensare.
Continuando ad avanzare verso la maestosa montagna,
vidi posarsi sul ramo di un albero un grande
uccello, che sembrò parlarmi.
«L’essenza dell’amore, tiene le briglie del cavallo
che voi chiamate vita».
Incredulo, avanzai verso la creatura, che immediatamente
scomparve.
Una pioggia brillante illuminò il mio cammino.
Rovesciando la clessidra della vita, capii l’importanza
di quella esperienza.
Mi trovai, così, nella terra d’alabastro.
Osservai il mio corpo, divenuto trasparente, illuminarsi
dall’interno.
L’effetto fu meraviglioso.
Tutto era in movimento. Ciò che appariva fermo,
in realtà, si muoveva solo più lentamente.
Su tutto il corpo, predominava il rosso cuore che
scandiva il ritmo della vita.
Riapparve il grande volatile, che teneva con il
becco un messaggio; lo aprii e lo fissai.
Era un fotogramma della mia vita.
Improvvisamente, qualcosa mi afferrò, trascinandomi
in esso.
Mi ritrovai in un luogo familiare; riconobbi i sapori
ed i visi della mia infanzia.
Osservando le enormi dimensioni dei mobili, capii
di essere piccolo…piccolo.
Ero tornato bambino. Tutto era di una naturalezza
sconvolgente.
Niente poteva essere previsto; ogni cosa era nuova.
«Chi sei… chi sono?», mi domandai.
Piansi. L’unico modo di comunicare che sarebbe
stato sicuramente compreso.
«Vuoi andare oltre?», disse una voce imponente.
Feci cenno di sì.
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