venerdì 9 marzo 2012
10 Raccontami cosa è successo
Dopo averci mostrato la nostra, ci lasciò
soli; riuscimmo, così, a riposare per una buona
mezz’ora.
«Si sta bene qui, vero?», chiesi a Rodriguez.
«Meglio che a Zagabria certamente!».
«Senti, perché non mi racconti esattamente cosa ti
è successo?», gli chiesi.
«Che posso dire…passeggiavo e mi hanno rubato
tutto».
«Questo me l’hai già detto, volevo conoscere altri
dettagli», replicai incuriosito.
«Non so, ma quel posto con me ha chiuso».
Fece una pausa e aggiunse:
«Se non ti dispiace, preferirei non parlarne più!».
Fui completamente d’accordo con lui e ci mettemmo
una pietra sopra.
Dopo un paio d’ore uscimmo per cenare e, avendo
poca fantasia, lo invitai in una pizzeria gestita da
italiani.
All’uscita, notai un uomo, in mezzo alla folla, che
sembrava voler attirare la nostra attenzione.
Fui incuriosito a sufficienza per andargli incontro
ma, subito dopo, girò i tacchi e si allontanò.
Meravigliato da quella mossa, decisi di raggiungerlo
accelerando il passo.
«Ma chi è quello?», chiese Rodriguez.
«Non saprei, ma sono certo che vuol dirci qualcosa!
», risposi convinto.
L’uomo entrò in una stradina secondaria, girandosi
più volte per essere certo che lo seguissimo.
Gli feci cenno di fermarsi, ma sparì nuovamente.
«Dov’è andato a finire?», dissi spazientito.
«Non lo so, e non voglio saperlo», mi rispose
Rodriguez guardandosi intorno.
«Quel tipo non mi piace affatto; con la fortuna
che ho, è sicuramente un malintenzionato».
«No, non lo è». Le parole mi uscirono in tono
fermo, e neppure io seppi perché.
Stavamo parlottando in quella stradina buia,
per la verità un po’ tesi, quando la suoneria del
mio orologio, attivandosi, ci fece sobbalzare.
«Ho una brutta sensazione, torniamo in albergo»,
disse Rodriguez.
Appena terminò la frase, uscì dall’ombra l’uomo
che avevamo seguito fino ad allora.
«Ho bisogno di parlarle», esclamò fissandomi .
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