domenica 25 marzo 2012
14 Scesi in strada..
«La vostra venuta qui. Dovete darmi ciò che mi
spetta», fu la sua risposta.
«Sarebbe?».
«La metà del medaglione che portate al collo».
«Signore, credo che lei stia esagerando. Appena
ritrova un parente, gli chiede subito qualcosa. E’
un indecenza!».
In effetti avevo un medaglione. Era composto da
due parti che, con un po’ di impegno, si sarebbero
separate. Nella parte anteriore, la più enigmatica,
c’erano scritte delle frasi indecifrabili.
Dovetti ammettere che il signor Boris, senza conoscermi,
sapeva un’infinità di cose sul mio conto ma,
vista l’ora tarda e la stanchezza che sembrava voler
prendere il sopravvento, gli comunicai l’intenzione
di tornare in albergo.
«Riprenderemo questo argomento un altro giorno»,
Scesi in strada frettolosamente e mi avviai verso
la pensione.
Entrando nella stanza che dividevo con Rodriguez,
sentii russare profondamente. In un primo tempo
fui tentato di svegliarlo, per raccontargli le novità
che avevo appreso da quello strano individuo, ma
poi, guardando il mio letto, decisi che avrei potuto
rinviare la conversazione.
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