Il Riflesso Della Luna

martedì 6 marzo 2012

9 L'affittacamere Edna


Appena scendemmo dal treno, fummo circondati da
una decina di persone che offrivano, dandoci ognuno
il proprio biglietto da visita, stanze per la notte a
prezzi convenienti.
Una signora, che disse di chiamarsi Edna, si presentò

in perfetto italiano.
«Avete bisogno di una camera, ragazzi? Italiani,
vero?».
«Io si», dissi sorpreso , «ma come ha fatto a sapere…?
».
«Intuito, ragazzo mio, intuito! Ora…volete seguirmi,
prego?».
Non ebbi alcuna esitazione, vista la fortuna di aver
incontrato un’ungherese che parlava la mia lingua.
Rodriguez si accodò, ben felice di aver posto rimedio
ad una situazione così precaria.
Onestamente, mi parve un po’ bizzarra l’idea di reclutare
clienti alla stazione, ma non mi infastidì.
L’affittacamere Edna era un tipo davvero affabile,
sapeva come trattare la gente. Riuscì a farci sentire
a nostro agio, anche se la “pensione” era, in realtà,
la sua casa.
Lo scoprimmo solo all’ultimo momento, non trovando
nessuna insegna o targa all’entrata.
«Prego, da questa parte», ci disse facendoci strada.
Nel suo appartamento, aveva ricavato ben cinque
stanze che, nonostante le piccole dimensioni, risultavano
confortevoli.

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